Homemade horizons

 

ENG_

Homemade horizon is a projection mapping installation conceived and realized in 2021.

The installation consists of an image projected on the corner of a room. Thanks to the warping action allowed by video mapping programs, the image is deformed according to the architecture of the room in order to be prospectively correct. 

The idea of Homemade horizons is inspired by the strong hiccups the world has been suffering of since a year, which is punctuating our existences in a succession of confinements and cover-ups. In this period of limitations and impossibilities, the artist used the walls of her room as a support for the projection to open imaginary windows on the horizon of different places, both real and fictitious. The images used for this project are a mix of photographs and drawings made by the artist who, at the same time, is working on the constitution of a real open archive of photographs of the horizon to which everyone is invited to participate by sending the photos to Martina’s email. This invitation is spreading horizontally and in infinite directions, according to the principle of the world wide web, so that the archive never stops growing. A video sequence edited from these images is played in loop in the installation, allowing us to travel from one horizon to another, in a dimension where only this imaginary line remains present in the static dimension of isolation. 

The horizon has been chosen as an emblematic element whose vastness and elusiveness oppose the limitations and static nature to which we have become accustomed over the past year. The horizon is a cunning and conceptually polymorphous line: it is at the same time the metaphor on a scale of the principle of magnetic attraction and repulsion (the line that recedes as we approach it) and the line that separates and unites, it is a circular line that we, the subject-center looking at the diameter, perceive as straight. The horizon is a spatial, temporal, moral line. It is a fictitious, lying and ambivalent line. It is a line but it is not only a line, it is also a point of view, and even a portion of the earth’s surface. How can a line be a line and a surface? 

In the installation Homemade horizons the photographic images become temporal surface, in their encounter with the wall. That same wall that encloses and prevents, which becomes, through projection, the support for an imaginary opening. 

ITA_

Homemade horizon è un’installazione di projection mapping creata nel 2021. In questo periodo fatto d’un susseguirsi di lockdown, di limitazioni ed impossibilità, l’artista ha usato le pareti della sua stanza come supporto per aprire, tramite la proiezione, una finestra immaginaria sugli orizzonti, reali e fittizi. Il video proiettato é realizzato a partire da materiale collezionato: Stella sta costituendo un archivio aperto, un’opera collettiva fatta di fotografie d’orizzonti, alla quale siamo tutti invitati a partecipare. Nell’erranza filmica da un orizzonte all’altro, questa linea immaginaria, tra estensione e durata, appare come unica costante morale nel tragitto inesistente reso possibile dalla proiezione.  

Homemade horizon è un’installazione projection mapping concepita e realizzata nel 2021.

L’installazione è composta da un’immagine proiettata sull’angolo di una stanza. Grazie all’azione di warping consentita dai programmi di video mapping, l’immagine viene deformata in funzione dell’architettura della stanza per risultare prospetticamente corretta. 

L’idea di Homemade horizons è ispirata dal rumore del singhiozzo di cui il mondo soffre da un anno a questa parte, ritmando le nostre esistenze in un susseguirsi di confinamenti e coprifuochi. In questo periodo di limitazioni e d’impossibilità, l’artista ha utilizzato le mura della sua stanza come supporto alla proiezione per aprire delle finestre immaginarie sull’orizzonte di diversi luoghi, reali e fittizi. Le immagini utilizzate per questo progetto sono un mix di fotografie e disegni realizzati dall’artista che, parallelamente, lavora alla costituzione di un vero e proprio archivio aperto, di fotografie dell’orizzonte a cui tutti sono invitati a partecipare, inviando le foto sulla mail di Martina. Questo invito si sta diramando in maniera orizzontale ed in infinite direzioni, secondo il principio proprio al world wide web, facendo sì che l’archivio non smette di ingrandirsi. Una sequenza video montata a partire da queste immagini è riprodotta in loop nell’installazione, permettendoci di viaggiare da un orizzonte all’altro, in una dimensione in cui solo questa linea immaginaria resta presente nella dimensione statica dell’isolamento. 

L’orizzonte é stato scelto come elemento emblematico la cui vastità ed inafferrabilità si oppongono alle limitazioni ed alla staticità alla quale ci stiamo abituando, da un anno a questa parte. L’orizzonte é una linea furba e concettualmente polimorfa: è al contempo la metafora su scala del principio di attrazione e repulsione magnetica (la linea che retrocede a mano a mano che le ci si avvicina) e la linea che separa ed unisce, è una linea circolare che percepiamo come retta noi, soggetto-centro che guarda il diametro. L’orizzonte è una linea spaziale, temporale, morale. È una linea fittizia, bugiarda ed ambivalente. È una linea ma non è solo una linea, è pure un punto di vista, e perfino una porzione della superficie terrestre. Come può una linea essere linea e superficie? 

Nell’installazione Homemade horizons le immagini fotografiche diventano superficie temporale, nel loro incontro col muro. Quello stesso muro che rinchiude ed impedisce, che diventa, tramite la proiezione, il supporto per un’immaginaria apertura. 

© Martina Stella 2021